Blog di Gabriele Fiorani

Il listino tecnico è diverso dal catalogo emozionale

Articolo personale su software, aziende, cataloghi e lezioni imparate sul campo.

Il catalogo aziendale viene spesso percepito come la parte emozionale: immagine, stile, prodotto raccontato bene, foto, ambientazioni, identità del marchio.

Il listino, invece, viene trattato come una cosa secondaria. Più tecnica, più fredda, meno interessante. Ed è proprio qui che molte aziende sbagliano.

Il listino non è meno importante del catalogo. È solo meno scenografico, ma spesso molto più delicato.

Il catalogo deve ispirare. Il listino deve reggere.

Un catalogo emozionale può permettersi di raccontare. Un listino tecnico deve essere preciso. Codici, prezzi, misure, immagini tecniche, varianti e accessori non possono essere “quasi giusti”.

Se un catalogo ha una frase meno brillante, forse il cliente non se ne accorge. Se un listino ha un prezzo sbagliato, se ne accorgono tutti.

Perché i grafici spesso lo evitano

Il listino tecnico è pieno di dati, tabelle, ripetizioni, regole e aggiornamenti. Non è il lavoro più creativo e spesso costringe a gestire informazioni che arrivano da reparti diversi.

Per questo molte aziende finiscono per rimandare, arrangiarsi, usare Excel, esportazioni da gestionale o modifiche manuali in InDesign.

La soluzione non è fare listini brutti

Un listino può essere chiaro, leggibile e professionale. Ma la sua qualità non nasce solo dal layout. Nasce dal modo in cui i dati vengono preparati, controllati e aggiornati.

Quando separi il catalogo emozionale dal listino tecnico, puoi trattare entrambi con il metodo giusto. Il primo deve valorizzare il prodotto. Il secondo deve sostenere la vendita senza creare errori.


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