Blog di Gabriele Fiorani

Accettare le proprie debolezze, lasciare agli altri i lavori indigesti e fidarsi delle capacità degli altri

Articolo personale su software, aziende, cataloghi e lezioni imparate sul campo.

Per molto tempo ho pensato che essere bravo volesse dire riuscire a fare tutto. Se c'era un problema tecnico, dovevo risolverlo. Se c'era un cliente da seguire, dovevo esserci. Se c'era un lavoro noioso, complicato o indigesto, alla fine finiva sul mio tavolo.

All'inizio questa cosa ti fa sentire indispensabile. Poi, lentamente, diventa una trappola.

Il problema non è aiutare. Il problema è non avere confini.

Quando sei abituato a risolvere problemi, gli altri imparano ad appoggiarsi a te. E tu, spesso, ti senti quasi in colpa a dire di no. Il risultato è che ti ritrovi a fare lavori che non dovresti fare, a coprire buchi che non dovresti coprire e a consumare energie che dovresti usare altrove.

Non tutto quello che sai fare deve diventare un tuo compito.

Questa è una lezione semplice da dire e difficilissima da applicare. Perché richiede una cosa che a molti tecnici viene male: fidarsi davvero delle capacità degli altri.

Delegare non significa scaricare

Delegare bene non vuol dire abbandonare un problema sulle spalle di qualcun altro. Vuol dire riconoscere che alcune persone possono fare certe cose meglio di te, oppure con più pazienza, più metodo, più continuità.

Il punto è costruire un sistema in cui il lavoro non dipende sempre dalla stessa persona. Se tutto passa da te, non hai creato un'azienda. Hai creato un collo di bottiglia con il tuo nome sopra.

La debolezza più pericolosa è quella che non ammetti

Ci sono lavori che tecnicamente potresti fare, ma che ti svuotano. Ci sono attività che riesci a completare, ma al prezzo di perdere lucidità su cose più importanti. Ci sono compiti che accetti per orgoglio, non perché siano davvero tuoi.

Ammettere una debolezza non significa dichiararsi incapaci. Significa sapere dove rischi di fare danni, a te stesso e al progetto.

La lezione che mi porto dietro

Oggi penso che una delle capacità più importanti per chi crea software, aziende o progetti complessi sia questa: distinguere il problema che devi risolvere tu dal problema che devi far risolvere al sistema.

Perché quando tutto dipende dalla tua forza, il progetto cresce solo finché reggi tu. Quando invece impari a distribuire responsabilità, competenze e metodo, il progetto può respirare.

Ed è una cosa che avrei dovuto capire molto prima.


← Torna al blog